Con il termine cardiomiopatia si fa riferimento a un insieme di patologie che colpiscono il muscolo cardiaco, causando una riduzione della capacità contrattile del cuore. In particolare, si parla di cardiomiopatia ipertrofica ostruttiva quando il setto che separa i ventricoli va incontro a inspessimento causando un’ostruzione dell’efflusso di sangue.

Circa la metà dei pazienti che soffrono di cardiomiopatia ipertrofica presenta un’ostruzione dell’efflusso, ovvero un ostacolo di uscita del sangue dal ventricolo sinistro. L’origine della patologia è, in genere, di natura genetica che spesso determina non solo l’ipertrofia miocardica ma anche un’anomalia nella disposizione delle fibre miocardiche.

Benché la cardiomiopatia ipertrofica ostruttiva possa essere asintomatica, essa può provocare aritmie, dispnea, affaticamento e palpitazioni. Poiché non è possibile prevenire l’insorgenza di tale condizione, diventa fondamentale una diagnosi precoce della malattia in modo da poter intervenire tempestivamente nel trattamento della cardiomiopatia e ridurre il più possibile il rischio CV e l’impatto sulla qualità di vita del paziente. Per questo motivo, tutti gli strumenti diagnostici a supporto del clinico assumono un ruolo fondamentale all’interno del percorso del paziente, dai test genetici all’uso dell’ecografo alle altre tecniche di imaging.

Questo corso si propone di creare uno scambio condiviso tra specialisti in tema di approccio diagnostico, di dare una formazione su una corretta e appropriata esecuzione dell’ecocardiografia nell’ambito della diagnosi e del follow-up del paziente con cardiomiopatia ipertrofica ostruttiva, attraverso un confronto tra le novità delle linee guida e la pratica quotidiana .

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